Abbazia (Croazia): clima mite e storia millenaria

Opatija (Abbazia in italiano), in Croazia, deve il suo nome all’ antica Abbazia benedettina di San Giacomo della Preluca, le cui prime testimonianze risalgono al 1453.  A soli 70km da Trieste, ed a 13 da Fiume (l’aeroporto più vicino è però quello di Rijeka, raggiungibile dall’Italia con comodi voli easyjet su Volagratis) Opatija è una delle principali zone turistiche del Golfo del Quarnaro e dell’Istria, grazie anche al clima relativamente mite ed al Monte Maggiore, che con i suoi 1396mts la ripara da rigidi inverni.

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I Luburni (antico popolo marittimo, che abitava le alte coste dell’ Adriatico nel I millennio a.C.) fuono i primi abitanti della Liburnia, oggi identificabile con il territorio litoraneo-montano che circonda Opatija, ma già nel II secolo la popolazione venne completamente assoggettata dai Romani, che iniziarono a costruire lussuose Ville Patrizie sia lungo il litorale che sulle colline.

Dopo secoli di relativa calma il Medioevo vide protrarsi per lungo tempo una divisione amministrativa dell’attuale cittadina: la parte ovest di Opatija infatti apparteneva all’attuale cittadina di Apriano, mentre la parte est alla più ricca Castua, dove sorgeva il Capitanato di Castua sotto la signorìa Vescovo di Pola. Grazie a questa ricchezza, nel territorio di Castua sorse la cittadina portuale di Volosca, ancora oggi importante centro di villeggiatura (soprattutto appassionati di windsurf) da cui parte il famoso lungomare Francesco Giuseppe, una bellissima passeggiata di circa 12km che collega Volosca, Opatija e Laurana, e che fu inaugurata in occasione di una visita dell’ Imperatore d’Austria.

Quando si ha per la prima volta una testimonianza scritta dell’Abbazia di San Giacomo (nel 1453), il paese di Opatija conta solo 250 abitanti: lo sviluppo dell’area turistica che ha portato all’odierna Opatija ha inizio invece nel 1844, quando Iginio Scarpa, ricco mercante e possidente, costruì Villa Angiolina in onore della defunta moglie. La villa, per anni, ospita ricevimenti e feste cui partecipano l’alta società e l’ imprenditoria locale. Tra gli ospiti fissi di Scarpa anche Maria Anna, moglie dell’ Imperatore Ferdinando I, che porta con sè l’eleganza e l’élite austriaca. Nuove ville e case di villeggiatura vengono ben presto costruite, e la cittadina inizia ad essere conosciuta. Villa Angiolina venne acquisita dalla Società delle Ferrovie del Sud nel 1882, che due anni dopo la convertì nel primo hotel della costa orientale adriatica nel 1882 di lusso: l’Hotel Quarnero.

Di qui lo sviluppo turistico di Opatija, che cresce esponenzialmente nei secoli XIX e XX, integrandosi armonicamente con la natura che la circonda: splendidi sono i boschi di lauro, i parchi cittadini ed il Parco Botanico.

La costa che circonda la città è tipicamente rocciosa, così come le spiagge, tranne le due sabbiose di Lido e Tomasevac. Da visitare la pittoresca cittadina di Apriano, romanticamente adagiata sulla collinetta che domina il centro di Opatija.